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Andrea Bajani, Il libro delle case (2021)
Un libro originale e sorprendente. Da leggere più volte. Con una scrittura asciutta ma ragionata ed efficace nel descrivere le emozioni e i fatti percorriamo una vita personale e collettiva attraverso le case abitate e frequentate, che non sono sempre solo luoghi fisici, ma anche oggetti e simboli di un mondo o di uno stato emotivo. A volte struggente, ma mai con compiacimento fa emozionare, ad esempio, nella ricostruzione di due momenti della storia di questo Paese che hanno segnato profondamente chi li ha vissuti: il rapimento e l'uccisione di Moro e l'assassinio di Pasolini, anche questi raccontati attraverso le loro case, comprese le automobili che ne hanno ospitato o profanato i corpi. Molti sono gli spunti di riflessione i rapporti conflittuali e crudeli tra genitori e figli, gli amori, la malattia, la solitudine, l'amicizia. I brevi capitoli riguardano dei flash di ricordi collegati ad una casa, lo svolgimento non è sequenziale proprio perchè la memoria non lo è, ma riaffiora e si impone con fotogrammi che fuoriescono dalla sabbia e dall'oblio della mente. Chi conserverà la memoria anche dopo che ce ne saremo andati sarà la tartaruga con la sua casa perenne e protettrice.

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Ultimo aggiornamento Sabato 08 Luglio 2023 15:53 |
La disciplina di Penelope, Gianrico Carofiglio
Si legge bene ed è un omaggio all'osservazione e al significato di indagine. Il tema centrale è l'amore morboso e totalizzante che diventa possesso e un sentimento che non ha più niente a che vedere con il significato della parola amore, quello di assicurare la reciproca felicità. La visione di donna che ne esce non è positiva perchè sembra assumere lei il ruolo di chi tradisce, di chi è spregiudicato e non rispetta gli altri, di chi uccide ed esercita il dominio e la violenza.

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Questa non è una canzone d'amore, Alessandro Robecchi
Dall'iniziativa di Milano da leggere 2021 ho scaricato gratuitamente questo giallo di Alessandro Robecchi. Il libro è quasi una parodia del genere 'gialli' e si prende in giro, a volte con una esagerata ironia e battuta facile nei momenti più tragici da parte del protagonista e di altri personaggi che dovrebbero essere i killer e quindi i cattivi. La polizia e la procura non fanno una bella figura; persone, sciatte, con poco acume, coraggio e annichiliti dalla quotidianità e dall'indolenza. Alcuni dei temi fotografano con molto cinismo un mondo dello spettacolo che ha annebbiato le coscienze e annichilito il pubblico in questi anni di tv spazzatura propinata agli italiani e per contro compare il tema del fascismo, del nazismo e razzismo che non hanno mai completamente abbandonato questo paese. L'unico modo è farsi giustizia da soli, in particolare da parte di chi è ai margini della società, e giocare un po' ai detective da chi ha soldi e potere mediatico. Il libro ha una colonna sonora con le canzoni di Dylan. Si legge bene e può essere una pausa tra letture più significative.

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Nero a Milano, Romano De Marco
Dall'iniziativa di Milano da leggere 2021 ho scaricato gratuitamente il giallo di Romano De Marco, autore da me non conosciuto. Il libro ha come protagonisti due amici un commissario Luca Betti e un suo ex collega Marco Tanzi, ora detective privato dal passato complesso prigione e vita da clochard, con una sua visione di giustizia che non disdegna l'esecuzione definitiva per coloro che ne reputa meritevoli. I temi toccati sono quelli che ti fanno stare dalla parte dei giustizieri anche al di là della legge. Luca Betti è un uomo 'perdente' come lui si definisce ma che diventa comunque un eroe con l'unica certezza: l'amore e la dedizione totale per sua figlia, per cui è disposto a qualsiasi compromesso. Marco Tanzi una specie di superman con una corazza che lo difende da tutto, la cui unica fragilità è l'innamorarsi a cinquant'anni. Si legge bene e può essere una pausa piacevole tra letture più significative.

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Sanchez Camilo, La vedovaVan Gogh
Il grande pittore viene raccontato attraverso gli occhi della moglie del fratello che lo ha appena conosciuto, ma che ha assistito all'annientamento del marito Theo, fino alla sua morte sei mesi dopo il suicidio del fratello Vincent. Lei eredita la incredibile produzione artistica di Vincent e le sue numerosissime lettere al fratello. Proprio attraverso la lettura di queste scopre via via quel suo cognato che prima ancora di essere un pittore era indubbiamente un acuto osservatore e scrittore. Joahnna, la vedova Van Gogh entra così nello speciale rapporto tra i due fratelli, un rapporto quasi malato e di una totale dipendenza di Theo fratello minore a Vincent. Van Gogh è un uomo difficile burbero, ma un genio del colore, che come spesso accade non riesce in vita a trovare il suo posto tra i grandi della sua epoca è grazie a questa giovane cognata, intraprendente, libera, che non disdegna legami con il femminismo e che credendo nelle grandi qualità di Vincent, lo fa scoprire al mondo intero. Purtroppo una parte della produzione viene dispersa perchè non riesce a gestirla tutta economicamente, che così come voleva Vincent, venderà l'indispensabile, lasciando le cose più di qualità ai musei. In questo percorso la donna conquista via via la sua libertà anche amorosa, instaura solide amicizie tra donne e riscatta il nome Vincent anche per suo figlio a cui Theo ha dato il nome del fratello. Un elemento risulta importante per Johanna il suo diario, non è la prima donna che nella letteratura usi questo strumento per raccontarsi e soprattutto conoscersi.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Maggio 2021 15:22 |
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Conrad Joseph, Gioventù
Il racconto 'Gioventù' di Conrad viene considerato come il primo 'quadro' di un trittico costituito da 'Cuore di tenebra' e 'All'estremo limite'. Anche qui è Marlow che racconta agli altri marinai mentre sono seduti a bere, in contrapposizione anche ai momenti difficili di assenza di acqua nelle incredibili avverse situazioni in cui si viene a trovare la prima volta in cui è luogotenente di una vecchia imbarcazione che dal Tamigi deve raggiungere Bangkok trasportando un carico di carbone. In modo romantico viene esaltata proprio la giovinezza, i vent'anni in cui le sfide sono l'essenza della vita. Si affronta il mare, la tempesta, la calma piatta, la difficoltà di relazione, il naufragio per raggiungere un mito, l'Oriente! La curiosità, la bramosia della scoperta sono anche qui un tema fondamentale, ma ormai chi racconta e i suoi ascoltatori hanno sul viso i segni di una vita di disillusioni, di stanchezza, di successi ed insuccessi ma soprattutto la consapevolezza che in un lampo 'insieme con la giovinezza, con la forza, con la seduzione romantica delle illusioni' è passato a loro insaputa, ciò che si sta ancora attendendo.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2021 20:37 |
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Conrad Joseph, Cuore di tenebra
Un libro inquietante, dove gli aspetti più interessanti sono quelli non detti, ma evocati nelle atmosfere, nei cenni fugaci, nel racconto degli altri, nei suoni, negli echi, nei colori, negli sguardi. Un racconto nel racconto quello che fa Marlow. Una condanna del colonialismo, della schiavitù e delle barbarie compiute verso i popoli conquistati anche attraverso il racconto della contrapposizione tra società e culture, dove quella occidentale si ritiene superiore, ma rappresenta il male, la decomposizione e che nel confronto con tutto ciò che c'è di ancestrale si perde e ritorna ai processi primordiali e primitivi, in oscure presenze e forze che risucchiano l'umanità e la civiltà, facendo emergere solo la malvagità, la bramosia del denaro, del potere, del dominio, della sopraffazione. Il colonialismo che i britannici operano nei confronti dei paesi pieni di ricchezze, ma anche di insidie, di pericoli, di terre selvagge ed impervie, sembra quasi essere legittimato, dal fatto che anche loro lo hanno subito dai Romani, con violenza e solo per prestigio di qualche uomo togato, per conquista di territori e sete di potere e ricchezze e anche qui risalendo un fiume, il Tamigi. Diversi sono i personaggi caratterizzati, dagli inglesi impeccabili in mezzo allo scempio in cui operano, ai neri che vanno a morire in silenzio nella foresta, ormai privi di forze e dopo essere stati sfruttati fino alla morte, incatenati e non riconosciuti come umani, ai pellegrini in cerca di avventura e di ricchezza, agli agenti che pensano solo all'avorio e quindi a sterminare elefanti e soggiogare la natura ribelle. Ma il personaggio più emblematico è Kurtz che per quasi tutto il libro è evocato come 'uomo notevole', ma si riduce ad una voce che seduce, rappresenta il male per eccellenza e si è assunto a divinità decidendo sulla vita e la morte, soggiogando chiunque entri in contatto con lui. Tutto il viaggio raccontato da Marlow è alla ricerca di Kurtz per riportarlo a casa, lo troverà prima che muoia, gli affiderà le sue carte segrete, ma non ne conoscerà fino in fondo la sua natura e le sue tante sfaccettature. Un mondo di uomini quello di Conrad, dove le donne o hanno un ruolo di parche, come le due a guardia dell'agenzia, o ignare di quello che effettivamente significhi la conquista di nuove terre e tesori come la zia e la fidanzata di Kurtz, o quasi dee fiere e inconoscibili come la stessa Africa. E' un libro che scava nei sentimenti umani come la bramosia alla scoperta di luoghi nuovi della terra per la propria gloria, simboleggiata dal fiume che come un serpente si insinua dal mare che è la casa di ogni marinaio, quindi quasi la sicurezza, ciò che è noto, fino nelle viscere della terra là dove c'è l'ignoto, dove si vuole arrivare a scoprire le tenebre, anche quelle del proprio animo, del proprio cuore.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Maggio 2021 08:41 |
La confraternita delle ossa, Paolo Roversi
Dall'iniziativa di Milano da leggere 2021 ho scaricato gratuitamente il giallo di Paolo Roversi, autore da me non conosciuto. Il libro è il primo di una serie su un giornalista hacker Enrico Radeschi e un vicequestore Loris Sebastiani. Un giallo che si colloca un po' sul filone di Dan Brown riferendosi al ritorno di una confraternita realmente esistita anche a Milano, che però sembra avere solo scopi di lucro, pur praticando l'autoflagellazione per punirsi ed espiare, ma permettendosi comunque i più turpi vizi e pratiche. L'aspetto interessante è una descrizione di Milano piacevole e con una mappa di locali e percorsi che la descrivono nella sua bellezza. La storia si regge anche se ha un finale un po' discutibile. Il riferimento ad una possibile pandemia l'avvicina ai nostri giorni. Si legge bene e può essere una pausa tra letture più significative.

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Maraini Dacia - La nave per Kobe. Diari giapponesi di mia madre
Il racconto è autobiografico, scritto con sobrietà e generosità, consentendo al lettore di entrare nella sua vita intensa ed avventurosa. Tanti sono i piani di lettura. C'è una bellissima storia di amore tra due giovani sposi di una Italia borghese e in parte aristocratica che va dalla Toscana alla Sicilia, ma con influssi inglesi. Due ragazzi disposti a lasciare il loro Paese che sta attraversando uno dei peggiori periodi della sua storia, il fascismo, per il Giappone dove intraprendere una vita nuova di studi e di conoscenza di un mondo completamente diverso. Attraverso i diari della madre può ricostruire il rapporto tra lei e i suoi genitori, rivisitando i suoi ricordi e interpretandone i significati più profondi, scoprendo la dedizione e l'amore incondizionato di sua madre, l'innamoramento del padre bello, vivace, avventuroso che quasi la sceglie come figlia/maschio per consentirle di conoscere ed esplorare con la curiosità e il fascino della scoperta il mondo che la circonda, superando le sofferenze e affrontando qualsiasi avversità per essere all'altezza del suo idolo. Il forte legame con le sorelle pieno di sogni e da sorella più grande anche di protezione e responsabilità nei loro confronti; conoscere le storie dei nonni paterni e materni, con figure di donne intraprendenti e libere, come non era semplice essere in quella Italia del ventennio. La multiculturalità e l'inserimento in una società con regole rigide, ma accogliente e in cui sentirsi a proprio agio, fino al periodo della guerra e quindi alla prigionia per la scelta di campo dei genitori. Il racconto è anche lo spunto per la scrittrice di riflessioni sull'amicizia, sulla morte, sulla nascita, sulla libertà religiosa, sulla famiglia, sui costumi, sui modi di essere, sul rapporto con la politica. Un libro scorrevole e non privo di spunti di riflessione.

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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Aprile 2021 20:53 |
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Atwood Margaret - Il canto di Penelope
La versione di Penelope offerta dalla Atwwod è ironica e non convenzionale, è dal suo punto di vista che ci viene raccontata la storia, per una volta è la donna a parlare, lei che ormai morta si trova nell'Ade vuole finalmente tramandare la sua visione delle vicende, i suoi sentimenti anche rispetto all'astuto Ulisse, anche con lei, manipolatore di tutti e capace di vivere completamente le sue curiosità e la sua sete di avventura al di sopra dei sentimenti degli altri. E' una lettura al femminile di una donna intelligente e conscia di non essere bella come Elena, per la quale prova un po' di invidia, ma non troppa, in fondo lei sta bene nei suoi panni, è lucida nell'analizzare la sua situazione e nell'essere capace di svolgere al meglio la sua vita di donna, in un mondo in cui il suo ruolo è atavicamente precostituito e cristallizzato. Lo sviluppo del racconto ripercorre un po' la tragedia greca ed è interessante il ruolo del coro e la vicenda del destino segnato delle giovani ancelle.

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Ultimo aggiornamento Sabato 24 Aprile 2021 07:56 |
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Atwood Margaret - La donna da mangiare
Scritto nei primi anni sessanta dalla giovane dottoranda Atwood, anticipa le tematiche 'femministe' in un modo abbastanza originale, anche se non mi ha entusiasmato. Sono presenti i temi classici delle alternative per le ragazze del tempo, ma purtroppo ancora per quelle di oggi: il matrimonio borghese che dà sicurezza, ma al prezzo di adeguarsi ad un conformismo e ad un ruolo in cui la donna non lavora, ma sa fare da madre, sa accogliere gli ospiti ed è una bella bambola pronta ad adeguarsi ai desideri del marito, o in alternativa adeguarsi allo zitellaggio (possibilmente vergine) con un lavoro mediocre e ripetitivo. Le coppie più alternative risultano stravaganti e in ogni caso è convinzione anche di un uomo 'illuminato' che una donna che vada all'università ha poco significato anzi risulterà inutilmente frustrata, visto che il suo ruolo di moglie e madre poi le risulterebbe stretto. Qualche dissacrazione non convenzionale è rappresentata da Ashley che si autodetermina, diventando lei seduttrice per i suoi fini, quelli di avere un figlio indipendentemente dall'uomo con cui farlo, mettendo in crisi il partner che soccombe nel 'sentirsi usato' e non si assume le sue responsabilità, ma poi i traumi del bambino che in assenza del padre può diventare omosessuale le fa sposare il primo che passa che le mostra gentilezza. La figura maschile inizia a sgretolarsi negli stereotipi proposti, dagli sterili dottorandi che si occupano di aria fritta, tutti implosi nella loro perdita di identità, ai saponieri uomini in carriera, con una facciata di perbenismo, ma con istinti 'bestiali primordiali' giovanili prima di adeguarsi al loro ruolo nella società capitalista. La sofferenza della protagonista, nella ricerca di se stessa è espressa in una forma molto moderna, quella del corpo che si rifiuta di farsi usare e rasenta l'anoressia, per poi trovare un equilibrio nel momento in cui si libera dei legami.

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Ultimo aggiornamento Sabato 24 Aprile 2021 07:34 |
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Perrin Valerie, Il quaderno dell'amore perduto
L'amore è complicato, non è facile accettarlo o riconoscerlo, ci travolge e si impone come passione che ci lega per sempre ad una persona anche quando la memoria cede e non ricordiamo più chi siamo. L'amore ha tante sfaccettature, può essere gratitudine, ma anche abitudine, un miraggio irraggiungibile, la paura di accettarlo, il sacrificio del silenzio. Entrare nelle vite degli altri è comunque un moltiplicare la nostra, un insegnamento. La memoria degli anziani è un tesoro prezioso da conservare e quale modo migliore se non scrivendo le loro storie, tutte avvincenti e importanti. Per non dimenticare che anche i nostri cari, i nostri genitori, i nostri nonni hanno avuto una vita e sentimenti al di là di noi che spesso da giovani nella foga di affrontare la nostra vita non ci accorgiamo che esiste un mondo vicino a noi sconosciuto. E’ arricchente, per la giovane Justine, così come per il lettore, la familiarità con gli anziani, con le loro paure e i loro ricordi.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2021 16:40 |
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De Giovanni Maurizio – Gli occhi di Sara (2021)
Sara è la protagonista della nuova serie di De Giovanni e diventa la scusa per raccontare in forma romanzata i tanti misteri dell'Italia del secondo dopoguerra. Certo i temi vengono solo sfiorati senza indagarne le motivazioni e proposti in forma di giallo, ma vengono esaltate caratteristiche di ascolto e percezione della realtà e delle relazioni che sembrano non più appartenere al nostro tempo, dove i rapporti sono molto mediati dalla virtualità e si è poco capaci di osservare e ascoltare. E' sempre una lettura piacevole e da percorrere tutta d'un fiato.

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Ultimo aggiornamento Sabato 08 Luglio 2023 15:58 |
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Bruck Edith – Il pane perduto
Il libro autobiografico è una importante testimonianza da conservare e custodire, la qualità letteraria mi è sembrata non sempre omogenea. La scrittrice narra lo smarrimento dei sopravvissuti nel ritorno tra coloro che non sanno, e quasi non credono e non vogliono ascoltare, da qui nasce per lei la necessità di scrivere e di non disperdere quella terribile esperienza la cui spaventosa portata ancora non è così evidente alla gente che esce dalla guerra e che vuole ricostruire un nuovo futuro. La solidarietà tra le due ragazzine e la dirittura morale fornita dalla loro famiglia non fa perdere loro la dignità in quella situazione in cui uno degli aspetti di persecuzione è proprio l'annullamento dell'umanità. La protagonista mostra comunque grande coraggio anche nell'affrontare la sua vita e onora il nostro Paese di averla come cittadina.

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Ultimo aggiornamento Martedì 20 Aprile 2021 20:36 |
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Prato Dolores – Scottature
"...si alludeva spesso a certe ‘scottature’, non meglio identificate, che ‘il mondo’ era solito dare a chi prendeva soverchia dimestichezza con lui...”, questo sostengono le tre suore del convento dove la protagonista si trova a vivere la sua infanzia e adolescenza, senza famiglia, se non un lontano zio prete che vive in sud America. Un misto di senso di colpa verso gli altri e un doversi sentire sempre in debito per ciò che le viene offerto, che comunque non è amore, ma solo rigide regole monastiche non scelte, segnano la sua vita. Le sarà difficile aprirsi al mondo, accettare un'ipotesi di vita in un altro continente, probabilmente da mantenuta. E' però forte l'ansia di scoprire, di immergersi, di sperimentare e il mare nella sua profondità e immensità simboleggia ciò, ma proprio lì subirà le prime 'scottature' fisiche, ma anche dell'anima, quando si sentirà rifiutata dalla 'figlia di sua madre' e da coetanee bigotte. Solo quando realizzerà che il suo debito non è con le persone ma con Dio allora riuscirà a liberarsi e ad affrontare le numerose 'scottature' che la vita riserva ad ognuno di noi.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Aprile 2021 14:31 |
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Roth Philip – Patrimonio (2007)
E' un racconto autobiografico che riguarda il rapporto con suo padre Hermann Roth, alla fine della sua vita. Nella scrittura descrive i particolari e le situazioni della quotidianità di suo padre ottantaseienne nel momento in cui scopre di avere un tumore che, se pur benigno è collocato nella testa e via via crescendo ed esercitando pressione, provoca danni fino alla morte. Si vive intensamente il rapporto di ansia e angoscia tra padre e figlio nel tentativo di quest'ultimo di alleviare la situazione, il dilemma se sottoporsi ad una doppia operazione estremamente invasiva e senza grandi garanzie. Tanti i sentimenti che affiorano in una scrittura scevra dal crogiolarsi o da toni patetici: l'affetto per il padre, il rispetto per la sua vita affrontata sempre in modo coraggioso e con grinta, la pazienza nell'ascoltare i racconti dei tanti episodi più volte ripetuti che danno lo spaccato di una generazione di ebrei d'America, l'incontro con i sopravvissuti all'olocausto, perfino con Primo Levi, la capacità di affrontare la morte che arriva con il decadimento del corpo che umilia e sfregia l'immagine di sé e del proprio padre. Nel raccontare diventa sempre universale ciò di cui parla, anche se, a mio avviso, non è il migliore dei suoi romanzi.

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Ultimo aggiornamento Sabato 08 Luglio 2023 15:56 |
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Cummins Jeanine – Il sale della terra (2020)
Una storia che riscuote la coscienza, sull’immigrazione messicana negli Usa. Si intrecciano sentimenti come il terrore, la brutalità della violenza, la vita che non vale niente, la paura di non avere più un cuore, di diventare aridi, cinici, la sfortuna di essere nati nella parte sbagliata del mondo, lo sgomento di perdere tutto. Raccontato con toni crudi, veritieri, ma anche dal punto di vista delle donne, delle vittime, di una madre e di un bambino quindi anche delicato e alla fine con ottimismo e con la possibilità che l’innocenza di un bambino possa in alcune situazioni salvare il mondo.

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Ultimo aggiornamento Sabato 08 Luglio 2023 15:55 |
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Lisa Strømme – La ragazza delle fragole
“Cammino con calma nei miei sogni, che sono la mia vita. Solo così sono capace di vivere” Edvard Munch, Diario
Il romanzo trae spunto da alcune ricerche di documenti e dal diario di un abitante del pittoresco villaggio di Åsgårdstrand, che si affaccia sui fiordi del Mare del Nord, a qualche chilometro da Oslo dove molti artisti trascorrono le vacanze estive. Norvegia 1893, anche Munch è tra i pittori che soggiorna lì, non ben visto dai pescatori del posto per la sua pittura quasi demoniaca e la sua personalità complessa e difficile. Si intrecciano personaggi di invenzione e realmente esistiti di cui vengono comunque interpretati i ruoli e i sentimenti. Il racconto è fatto da Johanne (la ragazza delle fragole, dipinta da un altro pittore che frequenta il piccolo porto, Hans Heyerdahl, pittore svedese realistico, esiste veramente un dipinto simile) e riguarda una storia d’amore travolgente tra Munch e una giovane donna Tullik (Regina ), storia contrastata dalla famiglia borghese ostile al pittore maledetto. Munch non è capace di amare, effettivamente la sua vita è l’arte. Le passioni, le emozioni, i dolori, le paure sono raccontate attraverso i colori, attraverso la ricerca della luce che fa da guida al mondo. I gialli, gli ori, tutte le sfumature del rosso, gli azzurri, le lacrime azzurro pallido, il magenta il dolore, i bruni e i neri le ostilità la tristezza. Si scopre che l’amore più grande è sapere di essere amati anche se per amore dell’altro ci si allontana e lo si lascia libero di esprimere la sua arte. Il pittore osannato dai nazisti, in realtà non viene descritto nelle sue posizioni politiche o di asservimento al potere, anzi è il potere che si appropria del suo genio. Tanti sono i quadri descritti in particolare l’urlo che nella tela prende corpo e voce, si dipinge ciò che si sente non quello che si vede. Inizia l’espressionismo. Un viaggio nella pittura, in questo mondo fatto di colori dell’ anima riflessi su tela.

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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Aprile 2021 17:42 |
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Fedor dostoevskij – Ricordi dal sottosuolo
Suddiviso in due parti, la prima di carattere filosofico:
Il tornaconto dell'uomo è il bene, quindi l'uomo sarebbe buono, ma egli non agisce sempre per interesse cioè per quello che sarebbe il suo tornaconto.
Tutto ciò che l’uomo considera il suo interesse è ascrivibile ad una lista, ma da questa ne manca uno di tornaconto, che non è classificabile.
L'interesse degli interessi per cui l'uomo è disposto a contraddire tutte le leggi e contrapporsi alla ragione è l’agire non per il suo tornaconto.
La civiltà sviluppa soltanto la varietà delle sensazioni, addirittura l'ha reso più bassamente e schifosamente sanguinario, perchè consapevole, in passato agiva quasi solo per senso di giustizia.
Il buon senso e la ragione gli fanno vedere il suo tornaconto e le leggi della natura secondo cui agirebbe, ma come agisce la propria volontà? Risponde a leggi matematiche senza opporsi? Subentrerebbe la noia. L'interesse massimo è la volontà indipendente, libera, gli costi pure quello che gli costi. Il libero arbitrio contro anche la ragione.
L'uomo è ragione più facoltà vitali (prurigini). La natura umana ha certe caratteristiche, ma c'è l'individuo che è un animale ingrato che ha come difetto la scostumatezza. L'uomo ama costruire, tracciare strade ma anche la distruzione e il caos, perché in realtà ha paura di raggiungere lo scopo, interessa il processo di raggiungimento, non l'obiettivo; questa è la vita, altrimenti una volta raggiunto non avrebbe più nulla da cercare. In fondo ama la sofferenza che è dubbio, negazione è la coscienza e forse anche la voluttà.
Nella seconda parte racconta dei ricordi, quelli inconfessabili agli altri, agli amici e anche a sé stesso: l’abiezione, l’umiliazione, la sopraffazione, la paura degli altri, del loro giudizio, l’incapacità di costruire relazioni per il sovrapporsi di sentimenti da un lato egocentrici, dall’altro di diffidenza. La miseria del vivere senza gioia possibile, distruggendo, creando il caos dei sentimenti la repulsione degli altri, avendo paura della vita vera, ci si rifugia nella propria vigliaccheria mascherandola di ragionevolezza, “che cosa è meglio una volgare felicità o un’elevata sofferenza?”

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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Aprile 2021 17:41 |
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Honere de Balzac, “Il capolavoro sconosciuto”
"Il racconto produce infatti un cortocircuito nel quale non si capisce più se sia il senso (l’opera di pensiero) che ha cancellato il segno (cioè la figura) o se invece sia stato il segno (la continua ridipintura) che ha fatto smarrire il senso [Agamben]. In entrambi i casi, il capolavoro resta sconosciuto, tanto per i due amici quanto per il suo artefice. Ma è proprio nella relazione tra questi personaggi che le categorie in gioco si arricchiscono di una nuova componente. Al confronto-scontro tra l’intenzione dell’artista e il risultato sulla tela si aggiunge una nuova categoria: il giudizio del pubblico." Questo il filosofo Agamben
Libro molto interessante dove la perfezione della rappresentazione della figura umana si scontra con l’impossibilità di renderla in modo che emerga viva dalla tela e quasi si debba vedere ciò che c'è sotto la pelle, ecc . Però il protagonista alla fine cancella la figura originaria, incredibilmente sembra anticipare l’astrattismo.

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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Aprile 2021 17:52 |
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