Acquacanina

La staffetta Nunzia Cavarischia


Comune: Fiastra
Data avvenimento: 09/06/1944


Descrizione:

Nunzia Cavarischia è nata a Roma il 23 febbraio 1929, nel quartiere Testaccio, un quartiere popolare della Capitale. Unica figlia di Giovanni, operaio e Elena Tiburzi, entrambi di origini maceratesi. Il padre era un comunista dichiarato e la sua fede politica gli costò, durante il fascismo, il posto di lavoro. In quel tempo era la mamma che provvedeva al sostentamento della famiglia, facendo lavoretti di sartoria in casa. Nonostante le scarse finanze, Giovanni fece frequentare a Nunzia le migliori scuole della città: dopo le elementari al Testaccio, la piccola Stella Rossa, scolara modello, si iscrisse a guerra finita al Ginnasio Ennio Quierino Visconti, uno dei più antichi della città. Ma i problemi del padre col fascismo lo convinsero a mandare per precauzione sua figlia a vivere dai parenti, ad Acquacanina, dove era nato. Giovanni la raggiunse più tardi, con la moglie. Non furono giorni difficili per Nunzia, abituata com’era a passare le estati nel maceratese: trascorreva giornate intere nei campi di grano con gli amichetti o a cavalcare, sua grande passione. Ad Acquacanina, Giovanni si avvicinò al gruppo partigiano -201 Volante-, chiamato così -perché non stava mai fermo-, spiega Nunzia. Al comando del gruppo, il siciliano Emanuele Lena, soprannominato -Acciaio-. Alto, imponente, sempre con indosso un lungo impermeabile bianco: una leggenda tra i monti maceratesi. Secondo alcune testimonianze, non sempre visto di buon occhio dal Comitato provinciale di Liberazione Nazionale (che alle azioni di Lena, preferiva il contenimento della avanzata nazi-fascista), Acciaio era sicuramente stimato dai suoi per il suo carisma e per il suo coraggio. Tra Acciaio e Giovanni si istaurò subito un forte rapporto di fratellanza e amicizia, tanto che Acciaio era spesso a pranzo o a cena in casa Cavarischia. -Un giorno - ricorda Nunzia - Acciaio venne e mi chiese se me la sentivo di portare una lettera per lui. Ero emozionatissima-. La storia di -Stella rossa- era cominciata. Nunzia era la postina del -201 Volante-: in bicicletta, percorreva chilometri consegnando buste e pacchi per coordinare le azioni da svolgere. -Una volta ad un posto di blocco dei tedeschi mi fermano. Pensavo di essere spacciata - ricorda - I militari invece si misero a fare i cascamorti. Mi riempivano di complimenti e di sguardi: mi sono subito tranquillizzata, che stupidi gli uomini!-. Ma la nascita di Stella Rossa è legata soprattutto a un tedesco di nome Erich. Durante uno scontro con i partigiani un soldato ferito riuscì a scappare gettandosi nel fiume Chienti. Tutti i gruppi della zona furono avvertiti: il tedesco ferito doveva essere catturato. Anche Nunzia fu mandata a chiedere notizie del fuggiasco. In una casa vicino al fiume una signora rispose solo: -Perchè vuoi saperlo?-. Nunzia capì che il militare si era nascosto lì. Si avvicinò alla cascina, entrò in una stanzetta: un soldato ferito era steso su un letto con un mitra ed una pistola sulla sedia accanto. Il tedesco scattò verso le armi, ma accortosi che era una bambina, si coricò di nuovo. Nunzia ricorda così cosa è successo poi: -Non so cosa è stato, forse incoscienza dovuta alla età, ma di impulso diedi un calcio alla sedia, la pistola cadde per terra e la presi subito in mano, puntandola verso il tedesco. -Sono una partigiana, sei mio prigioniero!-, gridai. Ricordo che mi disse soltanto, in un discreto italiano, -Anche i bambini contro di noi adesso-. Era il 9 giugno del 1944. Tornata in accampamento con il prigioniero tutti accorsero stupiti: -alcuni ridevano altri mi prendevano in giro, perché io ero piccolina e lui un gigante. Da quel giorno credo sia nato il soprannome-. Erich restò con il -201 Volante- una settimana, poi fu mandato da Don Nicola, un parroco che teneva alcuni prigionieri. Lì scappò. Ma il destino della -piccolina- Stella Rossa si rincontrò con il -gigante- Erich sul finire degli anni 90. In un convegno Anpi, per commemorare eccidio di Montalto, furono invitati insieme a parteciparvi. Nunzia guardò subito il militare e vi riconobbe Erich. In dono il tedesco regalò a Nunzia una foto, unica foto che Stella Rossa ha dei suoi anni da partigiana. La dedica di Erich dice: -Devi mettere questa foto sotto vetro, nel più bel posto della tua bellissima casa-.




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