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Ismene

Ismene

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Ismene
di Gianni Baleani

Abbandonata la Beozia dopo la scoperta della propria immonda colpa, il vecchio Edipo raggiunge Colono, un piccolo borgo alle porte di Atene. Chi lo incontra è colpito dalle parole nobili e oscure che sa pronunciare, dall’aspetto al tempo stesso misero e grande. Solo un altro grande vecchio lo ha riconosciuto, il nobile Sciro di Eleusi; ma anche con lui Edipo si dice nient’altro che ombra e buio contro tenebra: la lotta con i propri figli. E in verità, è la stirpe di Edipo ad essere maledetta: Eteocle e Polinice destinati a uccidersi l’un l’altro in una terribile guerra per il trono tebano, Antigone a strapparsi la vita per fedeltà alla propria rigida visione morale. Lo sventurato Edipo ha un’altra figlia, Ismene: la più piccola, la più indifesa, la più amata. Ad Antigone che gli porta del cibo e, insieme, la notizia della scomparsa della sorella, egli replica con durezza: “Non voglio nulla da te se non c’è Ismene”. E ancora: “Ismene è lontana, non c’è il mio cuore”. Persino Antigone, la ferrea Antigone, è infine piegata dall’amore per la sorella: “Con il suo sguardo luminoso mi carezza mentre avanza e mi annuncia che è lei, solo lei, la carissima Ismene”. Ma Ismene è cambiata. E cela un segreto: un bambino che non deve aver parte della sorte della stirpe maledetta di Laio. “Resterai per breve tempo attaccato al mio seno e sempre lontano dal mio cuore”: e così Ismene consumerà in silenzio la propria atroce difesa nei confronti degli dei e del destino.

                                                                                                                                       Virgilio Costa

Un classico fuori tempo recitato in parti mai declassate a personaggi.
quote necessarie 200

Antigone e Ismene

Il riscatto silenzioso di Ismene che rifiuta d’esser gioco anche a Zeus.  La richiesta di tornar bambina per rinunciare alla seduzione della mente.

Spogliarsi dai veli per restare in voce.

 

Numero quote acquisite 62 su 200

Sabato 04 Giugno 2011 17:52